Lo stato italiano ed il gioco d’azzardo legale

Sino a qui si è dimenticata la centralità dello Stato nella materia del gioco lecito da parte delle Amministrazioni Comunali, Regionali e da quant’altro abbia intrapreso qualsivoglia iniziativa “per combattere” con tutte le armi possibili ed immaginabili il mondo del gioco d’azzardo lecito e legale -e si sottolinea anche “promozionato” dallo stesso Stato. Infatti, sono state usate nei confronti di tutto il comparto del gioco tutte quelle iniziative possibili, ispirate a moralismo e proibizionismo, per distruggere e demonizzare il gioco lecito dimenticandosi che su questo settore lo Stato ha centralità assoluta, ma mai rivendicata da chi lo Stato rappresenta in maniera diretta, ed ignorando le conseguenze di tali azioni repressive: da questo atteggiamento nasce il termine già citato nelle nostre righe, di malcostume politico.

Fino a poco tempo fa quelle contro il gioco rappresentavano mere battaglie ideologiche e sociali, ora invece la deriva populista, che sta prendendo sempre più posto e spazio nei palazzi della politica, anche solamente a livello locale, ha portato troppi amministratore proprio a “sterminare” -in modo più o meno dichiarato- il gioco pubblico e ad allontanarlo dai vari territori ormai senza più distinzione da Nord e Sud. Non c’è giorno che non vi sia un’iniziativa comunale nei confronti del gioco pubblico: hanno mai riflettuto che chi opera ed esercita una qualsivoglia attività nel mondo del gioco ha “profumatamente” pagato allo Stato la propria concessione? Chiaramente no… altrimenti questo “odio” e questa “missione di distruzione” almeno sosterebbe qualche istante per rendersene conto!

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